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Università di Shiraz: 5 studenti espulsi

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A poche settimane dall’anniversario delle elezioni del giugno 2009, cinque studenti dell’Università di Shiraz, Kazem Rezaei, Abdoljalil Rezaei, Hamdollah Namjou, Esmaeil Jalilvand e Younes MirHosseini, sono stati espulsi.

Nonostante l’Assessore per i studenti del Ministero della Scienza, Mollabashi avesse precedentemente annunciato che la pena sarebbe stata “solo” la sospensione, i cinque ragazzi sono stati espulsi.

Oltre a loro, Alma Ranjbar e Hadi Alam sono stati costretti a trasferirsi presso un’altra università, mentre i funzionari hanno impedito a Arash Roustaei e Mohsen Zarrin Kamar di laurearsi, nonostante avessero completato secondo regolamento il curriculum di diploma.

I cinque studenti espulsi, non hanno mai avuto difficoltà accademiche o causato problemi all’interno dell’Università, le loro espulsioni si basano esclusivamente su ragioni politiche.

Inoltre gli studenti sono stati sospesi per uno o due semestri per aver commemorato “Il giorno dello studente” il 7 dicembre 2009, con l’accusa di blasfemia e disturbo della queiete universitaria.

Dopo essere stati convocati un’unica volta dal Ministero della Scienza, agli studenti è stato riferito che l’Università di Shiraz aveva chiesto di trasferirli, per Abdoljalil Rezaei, ex segretario dell’Associazione Islamica dell’Università di Shiraz, si era chiesta l’espulsione.

Rezaei non ha mai accettato le accuse a lui fatte, e ritiene che la sua espulsione sia ingiusta. Dopo i fatti del 2008, molti studenti sono stati arrestati da agenti di sicurezza o convocati presso il Tribunale rivoluzionario. I convocati sono stati rilasciati su cauzione o sono attualmente in attesa di sentenza.

Dal momento che il 12 giugno si sta avvicinando, anche la sicurezza all’interno dei campus è aumentata.
Purtroppo ancora oggi, nessuno si è assunto la responsabilità per l’attacco anti-sommossa della polizia fatta all’Università di Shiraz, la quale ebbe luogo nella stessa notte del raid fatto al dormitorio dell’Università di Teheran.

Molti studenti universitari sono stati arrestati, convocati dalla magistratura, puniti con pene severe dal comitato disciplinare.
Uno studente, attivista, dell’Università di Shiraz ha riferito che “oltre all’evidente dissenso all’interno della società, il dilemma è in gran parte causato da Karpavar (vice degli affari degli studenti) e Mohammadi (direttore della sicurezza del Campus) che hanno legami con le forze di scurezza, e cercano di soddisfare ogni loro richiesta.

Molti sono i studenti espulsi negli ultimi anni, il numero è aumentato notevolmente dalla Rivoluzione Culturale.

Uno degli studenti espulsi ha affermato che dopo la sospensione, la detenzione, l’adozione del “sistema a stelle” per gli studenti politicamente attivi, e il licenziamento dei professori, l’espulsione è la terza fase del piano per la rivoluzione culturale.

Egli ritiene che queste azioni vengono fatte per intimidire gli studenti dal protestare, tuttavia queste tattiche non sono più efficaci, perché il malcontento della popolazione è evidente.

Egli ritiene inoltre che contrariamente al passato, quando il governo iraniano affermava che le universitâ godevano di una notevole quantità di libertà, il regime non può più nascondersi e fingere, poiché il Ministero della Scienza ha pubblicamente minacciato gli studenti.

Lo studente spera che per le manifestazioni del 12 giugno, in maggioranza condanneranno i deplorevoli piani del regime.

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