speranza

Allah-u-Akbar la voce della speranza dai tetti di Teheran

Come era già successo lo scorso giugno, dopo la frode elettorale, anche quest’anno i tetti di Teheran si popolano di voci di libertà, si popolano della gente che vuole la democrazia, di quelli che non sono rappresentati dal regime dittatoriale di Ahmadinejad e dei suoi mullah.

Il popolo iraniano in quest’anno ha subito arresti, per aver solo partecipato a manifestazioni, per aver espresso la propria opinione o semplicemente per essere uno studente, ci sono state condanne a morte ingiustificate, senza veri e propri processi, ci sono state impiccagioni, come quella dei cinque curdi, che ha sconovolto non solo l’Iran ma anche il mondo intero.
La voce della repressione si fa sempre più sentire, ma la gente non si lascia demoralizzare e continua la sua lotta, dai tetti di Teheran, si alza la voce della democrazia, la gente urla, sono urla di disperazione: Allah-u-Akbar (Dio è il più grande), oppure a morte il dittatore.
È la voce del popolo iraniano che vuole la LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA.

Messaggio a Panahi: rimani vivo per portare la nostra tragedia sullo schermo

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In una conversazione telefonica dal carcere, Isa Sahakhiz ha espresso estrema preoccupazione per le condizioni di Jafar Panahi.
In una conversazione con il figlio Mehdi Saharkhiz, dal carcere di Rajai Shahr, Isa Saharkhiz ha inviato il seguente messaggio a Jafar Panahi:

“Termina lo sciopero della fame (Panahi sta conducendo da diversi giorni lo sciopero della fame) in modo che tu un giorno possa raccontare ciò che sta succedendo nei carceri iraniani. In modo che tu un giorno possa portare tutto ciò sullo schermo.
Termina lo sciopero della fame, in modo che tu possa essere un testimone di ciò che stanno infliggendo a questa nazione.
La prossima generazione ha bisogno di te. Devono capire quello che il regime ha fatto alla nostra gente, dopo le elezioni del 2009. Hanno bisogno di capire cosa sta succedendo dietro le mura dei carceri.

Devono sapere che i nostri uomini e le nostre donne, amanti della libertà e della democrazia hanno resistito a tanta ignoranza, all’ingiustizia e alle tante costrizioni, in modo che loro possano essere liberi. Devono sapere tutto ciò e non dimenticare mai il sangue che è stato versato per rendere tutto questo possibile.”

Isa Saharkhiz ha continuato: “La libertà ha bisogno di un narratore e un artista come te. Appoggia la causa della libertà e termina lo sciopero della fame.”

Mehdi Saharkhiz ha riferito che il padre si trova in una buona condizione psico-fisica e ha aggiunto che lui ha chiesto a Panahi di terminare lo sciopero della fame in modo che un nuovo sforzo collettivo possa avere inizio, perché bisogna far capire al mondo le ingiustizie che avvengono nei carceri iraniani.