sciopero della fame

Habibollah Golparipour ha perso conoscenza in seguito allo sciopero della fame che conduce dal 12 maggio 2010

ENGLISH

Secondo “Prospettiva Curda”, il 30 maggio 2010, Habibollah Golparipour, prigioniero politico che attualmente si trova nel braccio della morte, ha perso conoscenza a causa del suo sciopero della fame.

Habibollah Golparipour e Mahialdin Azadi stanno entrambi conducendo lo sciopero della fame dal 12 e rispettivamente dal 13 maggio.

Secondo la fondazione “Diritti Umani Curdi” la condizione fisica di Golparipour si è gravemente deteriorata fino alla perdita della coscienza.

Habibollah Golparipour è un cittadino curdo di Sanandaj, accusato di moharebeh (inimicizia verso Dio) e condannato a morte dal Tribunale rivoluzionario di Mahabad. Ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la sua condanna e le inaccettabili condizioni e restrizioni nel carcere di Mahabad.

Mahialdin Azadi è un attivista per i diritti umani, affetto da una grave malattia fisica, anche lui ha iniziato lo sciopero della fame (il 13 maggio 2010) per protestare contro l’assoluta mancanza di cure nel carcere. Lo sciopero ha portato la sua salute ad aggravarsi ulteriormente.

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URGENT – Appel à l’action : Madjid Tavakoli en grève de la faim après son transfert à l’isolement.

ITALIAN

Madjid Tavakoli a été transféré à l’isolement dans une cellule du bloc 240 de la prison d’Evine. On lui a ordonné d’y rester dix jours.

Apres son transfert, Tavakoli s’est déclaré en grève de la faim sèche (ni nourriture ni boisson) jusqu’à son retour au quartier commun de la prison. Suivant RAHANA, Tavakoli a informé quelques prisonniers de son intention de faire la grève de la faim en cas de transfert à l’isolement.

La semaine dernière, la santé de Madjid Tavakoli se serait dégradée au point qu’il n’arrivait plus à parler correctement et avait été envoyé à l’infirmerie de la prison à plusieurs occasions. La famille de Madjid Tavakoli est très inquiète de son état physique.

SAMEDI 15 MAI 2010 – LA FAMILLE DE MADJID TAVAKOLI A ECRIT UNE LETTRE OUVERTE A SADEGH LARIDJANI

Samedi 15 mai 2010, la famille de Madjid Tavakoli a écrit une lettre ouverte à Sadegh Laridjani pour protester contre la conduite illicite de la justice et exiger que le procès de Madjid Tavakoli soit révisé.

Le détail des violations de la loi de la part de la justice dans le procès de Madjid Tavakoli est enregistré dans cette lettre. La famille a demandé l’intervention du responsable de la justice dans ce dossier.

Quelques extraits de la lettre :

  • « Nous avons beaucoup de choses à dire. Si nous les disons, la justice apparaîtra tellement déloyale que l’on croira qu’elle est morte. Si cette sorte d’attitude envers la machine judiciaire est devenue un processus légal, nous vous demandons d’avoir le courage de l’accepter et de dire la vérité comme l’a fait l’hodjatoleslam Hashe ;i Shahroudi.
  • La constitution de la république islamique ne déclare-t-elle pas que l’on est libre de s’assembler et de marcher sans armes, si l’on n’est pas opposé aux principes islamiques ? Si c’est bien un article de la constitution, alors vous devez le respecter. Sinon, pourriez-vous déclarer publiquement que la loi n’existe pas dans ce pays pour que les citoyens iraniens puissent faire quelque chose pour leur sombre destin ?

Le autorità iraniane sono responsabili dei scioperi della fame che stanno mettendo la vita dei prigionieri politici in pericolo

ENGLISH

Giornalisti e attivisti per i diritti umani in Iran hanno espresso la loro preoccupazione per le disumane condizioni di detenzione dei prigionieri politici tra cui quelle di Majid Tavakoli e Hassan Ronaghi Maleki.

Le autorità iraniane e la magistratura in particolare sono responsabili per la sicurezza e il benessere di Tavakli e Ronaghi Maleki, così i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani.
I due prigionieri attualmente stanno facendo lo sciopero della fame, per protestare contro le disumane condizioni in carcere e le continue violazioni dei loro diritti.

Lunghi periodi di isolamento combinato con torture sia fisiche che psicologiche, così come la diffusione di varie malattie e la mancanza di cure mediche stanno mettendo la vita di molti prigionieri in pericolo.

I giornalisti e gli attivisti per i diritti umani in Iran hanno esortato le autorità ad affrontare urgentemente la situazione dei prigionieri politici.

Essi ritengono che le autorità iraniane sono direttamente responsabili della situazione che ha portato Tavakoli e Ronaghi Maleki ad iniziare lo sciopero della fame e chiede l’immediato rilascio di tutti i prigionieri politici in tutto l’Iran.

Ronaghi Maleki ha subito una serie di abusi fisici e psichici (per estorcergli falsa testimonianza) durante i suoi sei mesi di detenzione nel famoso (per la sua ferocia) reparto 2A del carcere di Evin, questo reparto è gestito dall’IRGC. Durante una recente telefonata alla sua famiglia, Ronaghi Maleki non era in grado di svolgere una normale conversazione a causa delle sue pessime condizioni fisiche, così i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani in Iran.

La feroce repressione che attualmente sta mettendo in atto il governo iraniano richiede una visita urgente da parte del Commissario del CDU e il relatore speciale delle Nazioni Unite, per affrontare non solo la questione dei prigionieri politici ma anche quella dei diritti umani nel paese.
Se questa visita non dovesse aver luogo le repressione nei confronti dei cittadini iraniani continueranno senza che qualcuno ne faccia rapporto, hanno concluso i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani in Iran.

La madre di Majid Tavakoli ha iniziato lo sciopero della fame

ENGLISH

Majid Tavakoli, studente dell’Università di Amirkabir, è stato trasferito in isolamento e continua lo sciopero della fame iniziato il 22 maggio 2010.

In un’intervista a Rooz Online, la madre di Majid ha confermato che anche lei ha iniziato lo sciopero della fame e ha detto: “Ho iniziato lo sciopero il giorno stesso che Majid ha iniziato il suo e continuerò fino a quando non avrò notizie di mio figlio e potrò sentire la sua voce.”

Ali Tavakoli, fratello di Majid, ha reso la seguente dichiarazione: “Majid soffre di problemi polmonari e ha iniziato lo scipero della fame (senza cibo e acqua) il 22 maggio. Non siamo al corrente del motivo esatto di questo sciopero. Siamo preoccupati della sua condizione fisica e dei danni che questo sciopero può provocare alla sua salute. Secondo uno degli amici di Majid, il ragazzo soffre di una tosse violenta e si rifiuta di bere acqua.”

Majid ha riferito ad Ali che continuerò la scipero finché non sarà ritrasferito nel reparto comune del carcere di Evin.

Ali Tavakoli ha sottolineato che non vi è alcun motivo specifico per il trasferimento di Majid in isolamento e disse: “Per quanto ne so, e sulla base delle informazioni fornite a noi, Majid dovrebbe stare in isolamento per almeno 20 giorni”.

La madre di Majid ha continuato: “Ascolto la voce di Majid, mi da forza e solleva il mio spirito sentirlo ridere come faceva sempre e sentirlo dire: “Mamma non ti preoccupare, tornerò a casa uno di questi giorni.”

Il trasferimento di Majid in isolamento ha avuto luogo dopo il suo disappunto su alcune esternazioni del procuratore di Teheran durante una visita nel carcere di Evin.

Durante la visita nel carcere di Evin Dolatabadi aveva promesso ai prigionieri congedo illimitato dal carcere, poi ha continuato con domande sulle elezioni del 2009 e a chiesto loro opinioni in merito al governo di Ahmadinejad. È durante questo incontro che Majid esternato il suo disappunto nei confronti del procuratore di Teheran.

Majid Tavakoli ha iniziato lo sciopero della fame dopo essere stato trasferito in isolamento

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Questa mattina Majid Tavakoli è stato trasferito in una cella di isolamento nel reparto 240 della prigione di Evin. Gli è stato riferito che dovrà passare almeno 10 giorni in isolamento.

Dopo il suo trasferimento, Tavakoli ha iniziato lo sciopero della fame (senza cibo e anche senz’acqua). Lo sciopero durerà fino a quando non sarà ritrasferito al reparto comune.

Secondo RAHANA Tavakoli aveva già fatto sapere ad alcuni prigionieri che avrebbe iniziato lo sciopero della fame nel caso fosse stato trasferito in isolamento.

Secondo quanto ci è stato riferito la scorsa settimana, Majid Tavakoli si troverebbe in condizioni di salute preoccupanti.

La sua salute negli ultimi tempi è peggiorata a tal punto che non riuscirebbe a parlare correttamente ed in alcune occasioni è stato portato anche alla clinica del carcere.
La famiglia di Majid è seriamente preoccupata la sua condizione fisica.

Sabato 15 maggio 2010 la famiglia di Majid Tavakoli ha scritto una lettera a Sadegh Larijani, capo della magistratura iraniana.
La famiglia chiede un riesame del suo caso e protesta per il coportamento illecito (riguardanti il potere) della magistratura.

La famiglia chiede l’intervento del capo della magistratura perché ritiene che ci siano state delle ingiustizie durante il processo di Majid Tavakoli.

Qui di seguito alcuni estratti della lettera:

“Abbiamo taciuto molti fatti. Se dicessimo tutto, allora la gente crederebbe che la giustizia in Iran non esiste più. Se questo tipo di atteggiamento sta diventando una norma della macchina giudiziaria allora le chiediamo, come fece Hojjatoleslam Hashemi Shahroodi, di avere il coraggio necessario per dire la verità…”

“Non dice forse la stessa Costituzione della Repubblica Islamica d’Iran che tutti gli individui sono liberi di protestare e marciare senza armi, se questi non vanno contro i principi islamici? Se questo è un articolo della Costituzione allora deve essere rispettato. Se non lo è, allora la preghiamo di dichiararlo pubblicamente, in modo che i cittadini di questo Paese possano fare qualcosa per sottrarsi al loro triste destino.”