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Arrestato il portavoce per i diritti umani del Kurdistan

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Le forze di sicurezza della Repubblica islamica hanno arrestato Ejlal Qavami, portavoce per i diritti umani del Kurdistan.

Secondo il sito Kordaneh, l’arresto di Qavami è collegato all’intervista che ha rilasciato ai media per quanto riguarda lo sciopero generale che ha coinvolto giovedì 13 maggio tutte le città curde in Iran.

Giovedì 13 maggio una serie di città curde hanno chiuso tutte le imprese e le attività in segno di protesta per l’esecuzione improvvisa e ingiusta di cinque prigionieri politici.

Farzad Kamangar, Ali Heydarian, Farhad Vakili e Shirin Alam Hooli, sono i quattro curdi, giustiziati domenica 9 maggio, insieme a Mehdi Eslamian.

Ejlal Qavami era già stato arrestato e condannato per le sue attività in difesa dei diritti umani.

La “Campagna per i diritti umani” oltre all’arresto, aggiunge che la famiglia di Shirin Alam Hooli si trova attualmente sotto pressione da parte delle forze di sicurezza iraniane.

Gli agenti di sicurezza hanno impedito a chi voleva fare le condoglianze alla famiglia Alam Hooli di entrare in casa, costringendo le persone a stare fuori casa.

La relazione aggiunge che la le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nella casa della famiglia di Shirin Alam Hooli e che solo ai genitori della ragazza giustiziata il 9 maggio, è permesso di rimanere in casa.

La madre, la sorella, lo zio, il nipote e il nonno di Shirin Alam Hooli sono stati arrestati e rilasciati su cauzione.

L’avvocato di Farzad Kamangar insiste sul fatto che i funzionari non hanno prove per giustificare l’impiccagione di Farzad Kamangar, a Farzad non è stato permesso neanche di vedere il suo avvocato e la sua famiglia, ciò è una violazione delle leggi giudiziare iraniane.

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Le Guardie Rivoluzionarie uccidono 5 membri del partito PJAK

Ieri cinque membri del “Partito per la liberazione del Curdistan” (PJAK) sono stati uccisi nella provincia di Kermanshah.
Ali Akbar Nouri, comandante delle Guardie Rivoluzionarie ha detto che i cinque, tra cui due donne erano membri del “Partito per la liberazione del Kurdistan” (PJAK).
Altri due membri del gruppo sono stati feriti duranti gli scontri di ieri, quest’ultimi sono riuscito però a sfuggire, così Nouri.
Le forze di sicurazza iraniane si scontrano spesso con i guerriglieri del PJAK. Il PJAK è una fazione del “Partito dei Lavorati del Curdistan” (PKK), il quale nel 1984 combattè per l’indipendenza dell’etnia curda nel sud-est della Turchia.
Come in Iraq e in Turchia anche in Iran c’è una forte minoranza curda, quest’ultimi vivono sopratutto nel nord-ovest e ovest del paese.

Source: Reuters

Condanna a 3 anni per Leyla Zana

Diyarbakir (Turchia) – Leyla Zana, l’attivista curda che osò parlare in lingua curda davanti al Parlamento turco, è stata di nuovo condannata a 3 anni di reclusione da un tribunale sudorientale di Diyarbakir. Leyla è accusata di propaganda terroristica, già nel 1994 fu condannata per presunti legami con il Partito separatista curdo Pkk.
Ancora una volta la Turchia mostra il suo volto, poco democratico, chiamando la libertà di fare politica o di appartenere ad un etnia differenta da quella turca – propaganda terroristica. La Turchia non sarà mai pronta per entrare nell’Unione Europa finché non ammette la libertà assoluta del popolo curdo e non ammette l’esistanza dei curdi all’interno del suo confine.