La madre di Majid: "Mi hanno imprigionato il cuore"

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Majid Tavakali è ancora in attesa della decisione della Corte d’Appello per la pena detentiva di otto anni e mezzo, rilasciata il 19 gennaio 2010. Tavakoli è stato arrestato all’Università Amirkabir dopo aver tenuto un discorso il 7 dicembre 2009.

Durante i cinque mesi e mezzo di reclusione la madre di Tavakoli non è stata ancora in grado di comunicare con lui. Recentemente la madre di Tavakoli ha dichiarato: “È difficile per una madre non avere la possibilità di vedere suo figlio. Mi sento come se mi avessero imprigionato il cuore, ma il coraggio di Majid da forza anche al mio cuore.”
Ha continuato dicendo che considera questo come il periodo più duro della sua vita. ” Questa non è la prima volta che hanno imprigionato uno studente, un intellettuale, uno che ha la passione per il suo paese.”

“Majid era a una riunione legale tenutasi per il “Giorno degli Studenti” e ha tenuto un discorso di 15 minuti. Ha solo criticato ma non ha detto nulla di illegale. Non so quale crimine ha commesso. Non hanno nemmeno voluto sentire la nostra voce, in protesta, non ci hanno nemmeno dato risposte.”

Pur sottolineando l’innocenza del figlio, ha continuato: “Per un disocrso di 15 minuti, com’è possibile giustificare una condanna a otto anni e mezzo di carcere? Non so come hann calcolato ciò? Anche se avessero calcolato la condanna per ogni minuto del suo discorso, non sarebbe sufficiente… Perché nel nostro paese le persone vengono trattate in questo modo? Dove dovremmo andare? A chi dovremmo parlare? Nessuno credo che per quattro mesi e mezzo la mia vita si è svolta vicino al telefono contando il momento in cui sarei stata in grado di sentire la voce di mio figlio.”

Oltre a una lettera scritta alle autorità giudiziarie, la madre di Tavakoli ha dichiarato che i capi della autorità non hanno consentito ai famigliari di entrare in qualsiasi ufficio, per informarsi su Majid. La madre di Majid ha aggiunto: “Mio marito è andato a Teheran e ha chiesto di incontrare il procuratore di Teheran Abbas Jafari Dolatabadi, ma la sua richiesta non è stata approvata.”

La madre di Majid ha concluso dicedendo: “Il ministero delle informazioni ma ha contattato per telefono, dicendomi che dobbiamo rimanere tranquilli e non dare interviste.”

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