Le autorità iraniane sono responsabili dei scioperi della fame che stanno mettendo la vita dei prigionieri politici in pericolo

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Giornalisti e attivisti per i diritti umani in Iran hanno espresso la loro preoccupazione per le disumane condizioni di detenzione dei prigionieri politici tra cui quelle di Majid Tavakoli e Hassan Ronaghi Maleki.

Le autorità iraniane e la magistratura in particolare sono responsabili per la sicurezza e il benessere di Tavakli e Ronaghi Maleki, così i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani.
I due prigionieri attualmente stanno facendo lo sciopero della fame, per protestare contro le disumane condizioni in carcere e le continue violazioni dei loro diritti.

Lunghi periodi di isolamento combinato con torture sia fisiche che psicologiche, così come la diffusione di varie malattie e la mancanza di cure mediche stanno mettendo la vita di molti prigionieri in pericolo.

I giornalisti e gli attivisti per i diritti umani in Iran hanno esortato le autorità ad affrontare urgentemente la situazione dei prigionieri politici.

Essi ritengono che le autorità iraniane sono direttamente responsabili della situazione che ha portato Tavakoli e Ronaghi Maleki ad iniziare lo sciopero della fame e chiede l’immediato rilascio di tutti i prigionieri politici in tutto l’Iran.

Ronaghi Maleki ha subito una serie di abusi fisici e psichici (per estorcergli falsa testimonianza) durante i suoi sei mesi di detenzione nel famoso (per la sua ferocia) reparto 2A del carcere di Evin, questo reparto è gestito dall’IRGC. Durante una recente telefonata alla sua famiglia, Ronaghi Maleki non era in grado di svolgere una normale conversazione a causa delle sue pessime condizioni fisiche, così i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani in Iran.

La feroce repressione che attualmente sta mettendo in atto il governo iraniano richiede una visita urgente da parte del Commissario del CDU e il relatore speciale delle Nazioni Unite, per affrontare non solo la questione dei prigionieri politici ma anche quella dei diritti umani nel paese.
Se questa visita non dovesse aver luogo le repressione nei confronti dei cittadini iraniani continueranno senza che qualcuno ne faccia rapporto, hanno concluso i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani in Iran.

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