Altre condanne a morte in Iran

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Procura di Teheran: sono 217 le pene detentive confermate ieri, 6 le condanne a morte, e il sostegno di Mousavi ai cinque prigionieri politici giustiziati domenica scorsa è considerato un crimine.

RAHANA – Il procuratore di Teheran Abbas Jafari Dolatabadi si esprime in questo modo in seguito alle manifestazioni per condannare le esecuzioni avvenute domenica scorsa: “un clima di arroganza da parte dei media di tutto il mondo”. Dolatabadi aggiunge: “Le dichiarazioni di Mousavi sono da considerarsi un crimine”. “Il suo sostegno a queste persone è un nuovo reato e la questione verra esaminata, quando il giorno della condanna arriverà per l’opposizione”.

In un intervista a Fars News, Dolatabadi ha dichiarato che dieci condanne a morte sono state emesse nei confronti di individui arrestati dopo le elezioni, in particolare però dopo gli arresti del giorno dell’Ashura.
Dolatabadi ha anche confermato che le condanne a morte per Ahmad Daneshpour Moghadam, Mohsen Daneshpour Moghadam e Alireza Ghanbari sono state confermate dalla Corte di Appello. I tre prigionieri hanno presentato ricorso.

Dolatabadi: “Tre altri individui, Motehareh Bahrami Hagjighi, Reyhane Haj Ebrahim Dabagh e Hadi Ghaeni sono stati condannati a morte dal Tribunale di primo grado, ma le loro condanne sono state ridotte ad una pena detentiva dalla Corte d’Appello.

Il procuratore di Teheran ha affermato che Arsalan Abadi e Mohammad Amin Valar sono stati assolti dal reato di mohareb (nemico di Dio) e ha aggiunto: ” Le sentenze per le 217, arrestate dopo le manifestazioni post-elettorali, sono definitive.”
Dolatabadi ha continuato: ” Attualmente le condanne di morte sicure sono per Ali Mohammad Saremi, Jafar Kazemi e Mohamad Ali Haj Aghai, aggiungengo che questi tre sono dei sostenitori dell’opposizione.

Dolatabadi ha inoltre dichiarato: ” Il procuratore incaricato accusa 10 individui di crimine verso Dio (mohareb), questo in connessione agli eventi avvenuti nel giorno dell’Ashura. Di questi 10, solo due, Arsalan Abadi e Mohammad Amin Valar sono stati assolti, da questa accusa.

In riferimento al discorso di Mousavi, dopo le esecuzioni del 9 maggio, Dolatabadi ha dichiarato: “Se ancora non è stato arrestato (riferendosi a Mousavi), non è dovuto alla nostra incapacità o alla mancanza di intenzioni e negligenza o perché siamo d’accordo con loro, ma piuttosto perché non è il momento giusto.” Ha poi aggiunto: “Al momento giusto, proprio come succede con i frutti quando sono maturi, bisogna iniziare ad agire”.

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